Parmi un assurdo, che le leggi che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e che per allontanare i cittadini dall'assassinio, ne ordinino un pubblico.

Cesare Beccaria



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Di Roberto (del 03/06/2007 alle ore 17:01:56, in Festival Teatro Off, linkato 589 volte)

Io c'ho provato! Volevo realizzare un festival di teatro alternativo non al teatro esistente ma alle logiche della politica teatrale. Sono inciampato in qualcosa che è più grande di me e che esiste da molto più tempo: i teatranti italiani. La cosa che prima d'ogni altra mi è stata obiettata è quella della non selezione degli spettacoli. Un sistema che non selezione perde il proprio potere, non potrà più esercitare il privilegio e di conseguenza nopn potrà più gestire i denari pubblici. E proprio denari pubblici mi servivano per poter avviare un festival come quello che avevo concepito. Ho provato in molte direzioni, ma forse era naturale che nessuno mi desse retta. Sono uno tenace, e a dispetto della sporcizia che ci ricopre (spesso disonestà intellettuale da parte degli operatori) cercherò di realizzare questo festival, che ha come principio fondamentale la LIBERTA', la libertà di non dipendere da nessun servo di partito per poter vivere, la libertà di non dover nulla a critici corrotti o a chiese di qualsiasi colore, la libertà di non avere vincoli di nessun genere, la libertà di non dover scegliere, la libertà di mostrare tutto quello che il "mercato" offre nonostante le sue distorsioni macroscopiche dettate dal fatto che uno spettacolo prodotto da uno stabile costa mediamente un milione e mezzo di euro peralto quasi sempre, anzi sempre in remissione. Distorsione data dagli spettacoli pagati dal comune in quella maraviglia che è il parco della musica. Ma perchè il nostro settore non può essere considerato alla stregua degli altri settori produttivi? Perchè le nostre non sono piccole e medie imprese? Ma il discorso si fa lungo complesso e controverso, e quelli che oggi non vogliono la politica nel teatro sanno bene che senza politica non avrebbero ciò che hanno. E' il sistema che lo esige oramai non si capisce più qual'è la cellula sana e quella malata, siamo immersi tutti in un liquido sporco che rallenta i movimenti, impedisce la vista. Credo purtroppo che oggi l'unica parola d'ordine possibile sia: "SI SALVI CHI PUO'" e in bocca al lupo.

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