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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 Pino Cormani, Alida Pantone, Roberto D'Alessandro al teatro S. Raffaele.
Il Teatro S. Raffaele organizza una rassegna teatrale da gennaio ad aprile 2008 nella sala cilindro (sala con 70 posti a sedere ai tavolini) gli spettacoli verranno accompagnati dalla cena (prima-dopo o durante). Le compagnie interessate sono invitate a presentare proposte di spettacoli inviandole alla mail: roberto@ilteatrodeipicari.com
E' ANCHE IN PREPARAZIONE LA STAGIONE TEATRALE NELLA SALA GRANDE (450 POSTI). IL TIPO DI PROGRAMMAZIONE CHE SI INTENDE REALIZZARE E' DI TEATRO POPOLARE (COMMEDIE, TEATRO ROMANESCO, COMICO, ETC.)LA STAGIONE SARA' IN ABBONAMENTO E VERRA' PRESENTATA A MARZO APRILE 2008. info: 06.45447585
Di Roberto (del 19/10/2007 alle ore 14:58:18, in editoria, linkato 371 volte)

Vahagn
OCCHIO RAGAZZI
DA www.beppegrillo.it
LEGGO E PUBBLICO
La legge Levi-Prodi e la fine della Rete Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”. Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili. Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia. Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico. Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it
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