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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.

Io c'ho provato! Volevo realizzare un festival di teatro alternativo non al teatro esistente ma alle logiche della politica teatrale. Sono inciampato in qualcosa che è più grande di me e che esiste da molto più tempo: i teatranti italiani. La cosa che prima d'ogni altra mi è stata obiettata è quella della non selezione degli spettacoli. Un sistema che non selezione perde il proprio potere, non potrà più esercitare il privilegio e di conseguenza nopn potrà più gestire i denari pubblici. E proprio denari pubblici mi servivano per poter avviare un festival come quello che avevo concepito. Ho provato in molte direzioni, ma forse era naturale che nessuno mi desse retta. Sono uno tenace, e a dispetto della sporcizia che ci ricopre (spesso disonestà intellettuale da parte degli operatori) cercherò di realizzare questo festival, che ha come principio fondamentale la LIBERTA', la libertà di non dipendere da nessun servo di partito per poter vivere, la libertà di non dover nulla a critici corrotti o a chiese di qualsiasi colore, la libertà di non avere vincoli di nessun genere, la libertà di non dover scegliere, la libertà di mostrare tutto quello che il "mercato" offre nonostante le sue distorsioni macroscopiche dettate dal fatto che uno spettacolo prodotto da uno stabile costa mediamente un milione e mezzo di euro peralto quasi sempre, anzi sempre in remissione. Distorsione data dagli spettacoli pagati dal comune in quella maraviglia che è il parco della musica. Ma perchè il nostro settore non può essere considerato alla stregua degli altri settori produttivi? Perchè le nostre non sono piccole e medie imprese? Ma il discorso si fa lungo complesso e controverso, e quelli che oggi non vogliono la politica nel teatro sanno bene che senza politica non avrebbero ciò che hanno. E' il sistema che lo esige oramai non si capisce più qual'è la cellula sana e quella malata, siamo immersi tutti in un liquido sporco che rallenta i movimenti, impedisce la vista. Credo purtroppo che oggi l'unica parola d'ordine possibile sia: "SI SALVI CHI PUO'" e in bocca al lupo.

P.P.PASOLINI A TESTACIO DAVANTI AL MONTE DEI COCCI
QUESTA E' UNA SEMPLICE COMUNICAZIONE PER DIRE CHE LE COSE PER TESTACCIO OFF LUGLIO 2007 PROCEDONO MOLTO BENE, LE ISCRIZIONI CONTINUANO A GIUNGERE, LE ISTITUZIONI SI STANNO INTERESSANDO AL PROGETTO E TUTTO LASCIA IMMAGINARE CHE ANCHE IN ITALIA AVREMO UN GRANDE FESTIVAL DI TEATRO OFF COME AVIGNONE O EDIMBURGO. IL LAVORO E' ANCORA TANTO MA A NOI LA VOGLIA DI FARLO NON MANCA...
R.D.

Il festival di teatro testaccio off prosegue il suo cammino. tanto che cerco collaboratori per organizzazione testaccio off. potete contattarmi all'indirizzo mail roberto@ilteatrodeipicari.com
roberto d'alessandro

Da quando ho dato vita a questo blog ci sono passate (in poco più di un mese) più di 1500 persone, mi rendo conto che non sono moltissime, credo che non siano neanche poche, non lo dico per fare un bilancio (non so, a che mi servirebbe?) lo dico per fare un'altra considerazione: hanno lasciato un post circa il 7% dei passanti... forse è normale, forse i naviganti che ci passano non sono tutti attori e il mio blog si rivolge principalmente a loro, forse qualsiasi forma partecipativa che non ci vede direttamente interessati (nel senso di poterci guadagnare qualcosa subito, ora)è qualcosa da scartare. Il festival di teatro Testaccio off procede, continuano ad arrivare le adesioni, ma quant'è difficile avere a che fare con una categoria che si nega in continuazione!!!
roberto d'alessandro

Testaccio off sarà un festival che travolgerà l'intero sistema teatrale italiano. Non si è mai visto prima in Italia un festival di questa portata, circa 150 compagnie che si esibiscono dentro 40 spazi nell'arco di una settimana. Le conseguenze di un evento del genere sarebbero immense. Verrebbe abbattuto il principio di selezione causa del degenerante nepotismo che impera in Italia. Decine di operatori teatrali, di giornalisti, di critici, di registi e quant'altro verrebbero a contatto, forse si potrà creare un vero mercato del teatro. La prima edizione sarà solo la prima tappa, l'intenzione è quella di arrivare a 700/800 spettacoli nell'arco di un mese come accade ad Avignone, e ad Edimburgo. Stiamo continuando ad intessere i contatti e a cercare i fondi necessari per realizzare un evento di tale portata. L'aggregazione degli artisti (attori, registi, autori etc...)è l'unico modo per tentare di cambiare un sistema che sta divorando se stesso. Partecipate, se non siete d'accordo su qualcosa, scrivetecelo,se avete proposte da fare avanzatele. Usciamo dall'isolamento in cui ci hanno posti, da soli non abbiamo alcun senso, uniti si vince!
Roberto D'Alessandro

GIORGIO GABER
Faccio il punto della situazione nel difficile percorso verso questo festival di teatro TESTACCIO OFF. Ho già ricevuto venti schede di pre-iscrizione (ricordo che le schede di pre-iscrizione non comportano alcun tipo di impegno, e sono solo delle "dichiarazioni d'intenti"), aspetto di arrivare almeno a cinquanta. ho raccolto dieci adesioni di sale teatrali e non, aspetto di arrivare almeno a venti. Poi con cinquanta schede di pre-iscrizioni e venti adesioni da parte dei gestori degli spazi mi rivolgerò alle ISTITUZIONI per vedere in che modo ci possono aiutare. Chiunque ha una compagnia ed è interessato al festival, mi può aiutare compilando e inviandomi la scheda di pre-iscrizione che trovate cliccando qui: http://www.robertodalessandro.it/testaccio_off.htm
Grazie. Roberto D'Alessandro

Ho trovato questo articolo in rete e lo pubblico. I festival di Edimburgo di enzo fragassi. Ogni anno assistiamo in Italia al consueto fiorire di festival, appuntamenti e sagre paesane, abbellite dall'immancabile rassegna di teatro, musica, danza. Fatti salvi gli appuntamenti tradizionali e di comprovata qualità artistica, che per fortuna ancora esistono e «resistono» a dispetto di numerosi ostacoli (il primo e più spaventoso dei quali afferisce alla carenza di pecunia), troppi sono i casi in cui la coerenza e la ricchezza dei programmi viene sacrificata alla tirannia dell'«audience». D'altro canto, è innegabile il legame tra queste manifestazioni e l'esigenza di competere sul terreno dell'offerta turistica più che artistica. E coi tempi che corrono, chi se la sente di biasimare l'azienda di promozione turistica che spaccia l'innocua rassegna di giocoleria e teatro di strada per l'evento teatrale dell'estate? All'estero la situazione è differente, anche se, data la premessa, non crediamo che il metodo comparativo possa valere granché. In Francia, teatro fa rima con Avignone, dove ogni anno si tiene un, probabilmente il, festival teatrale più importante d'Europa. Nella capitale scozzese, agosto è il mese nel quale tutte le arti - in particolare quelle recitative - si scatenano in una festa esaltante. Dal 1947 l'Edinburgh International Festival si propone di portare in scena il meglio della produzione internazionale nei campi del teatro, della danza, della musica e di porgere al mondo quanto di nuovo è stato nel frattempo realizzato in patria negli stessi campi. Prestigiosa filiazione della rassegna scozzese, il Fringe Festival rappresenta l'evento di punta per quanti apprezzano il teatro coniugato nelle sue forme più fantasiose e originali. Teatro-contro, teatro antagonista, teatro-scandalo, anti-teatro, nelle cinquantotto edizioni che la rassegna ha inanellato finora le definizioni roboanti si sono sprecate. Ma i meriti di questa manifestazione, che forse risulta ancor più provocatoria per via dell'atmosfera rilassata e al tempo stesso paludata che regna nella capitale scozzese, sono certamente superiori alle polemiche che ne segnano puntualmente il decorso. Quest'anno, lo scandalo, poi rivelatosi un abile bluff, è stato montato da Tim Fountain. Nella sua pièce intitolata Sex Addict si presenta in scena ignudo ma dotato di computer portatile, che utilizza per chattare con gli ambienti gay del luogo, procurandosi appuntamenti serali, poi dettagliatamente riferiti al pubblico nello spettacolo della sera seguente. In realtà, l'autore ha svelato che si trattava solo di una vivace provocazione. Ma in tempi di grandi fratelli e fattorie e isole dei famosi, all'amo avevano abboccato tutti. Non nasconde fregature, invece, lo spettacolo che il nostro Renato Gabrielli ha «guidato» al successo, ricevendo il premio Herald Angel. La sua particolarità è che viene rappresentato per soli tre spettatori alla volta, quanti ne può contenere l'automobile che li trasporta per le vie della città, mentre l'autore-attore (che non si trova alla guida del mezzo) svolge il suo racconto. A mobile thriller è il titolo della pièce, che narra la vicenda di un aspirante suicida il quale, non riuscendo a compiere il definitivo gesto da solo, decide di affidare la sua esecuzione a uno sconosciuto. Gabrielli, trentottenne, si è formato alla scuola Paolo Grassi di Milano. Il suo prossimo lavoro, coprodotto dallo Stabile di Trieste, sarà A Different Language, sulle difficili relazioni che si istaurano tra persone che si esprimono in idiomi differenti. Recitato in inglese e in italiano, sarà presentato a Glasgow nel febbraio del prossimo anno, per giungere a Trieste in aprile. I numeri del Fringe Festival, che ha dedicato l'edizione 2004 ai dieci anni compiuti dalla giovane democrazia sudafricana, danno in pieno l'idea della ricchezza della proposta, che alterna spettacoli di grande originalità a testi più strutturati, coniugando il meglio con il nuovo. Ampio spazio è sempre garantito alla circolazione delle idee, anche di quelle più anti-sistema, nel rispetto della tradizione anglosassone. Nelle tre settimane della manifestazione, che si concluderà il 30 agosto (ma il Festival Internazionale di Edimburgo in cui il Fringe è situato si protrae fino al 5 settembre) saranno quasi seicento gli spettacoli teatrali che andranno in scena nelle oltre duecento location cittadine identificate dagli organizzatori. Più di un milione i biglietti venduti. Le dimensioni...contano. (23 agosto 2004)

Sono lieto di comunicare che l'idea del Festival di Teatro Off di Testaccio prende piede e come tutte le idee valide cammina da sola. Ho già reperito 20 spazi e conto di arrivare almeno a 40. Ho già ricevuto numerosissime richieste di partecipazione, come primo anno il mio obbiettivo sarà di 100/120 compagnie. Molti scrivendomi mi hanno chiesto cosa intendevo per off, allora sono andato a fare una piccola ricerca ed ho trovato quanto segue:
Times Square is the heart of the Theater District Broadway, as its name implies is a big, wide avenue that runs the entire length of Manhattan Island in New York City. It passes through the middle of the Theater district concentrated around Times Square and has lent its name to those spectacular musical productions known as the Broadway play. No visit to New York City would be complete without seeing at least one Broadway musical production. There are actually three types of Theatrical productions in New York City: Broadway plays, Off-Broadway plays and Off-Off-Broadway Plays. Broadway at Times Square On Broadway is located here Broadway Plays are always performed in the 38 Broadway theaters clustered around Times Square near Broadway between 41st Street and 53rd Street. Most of them are musical productions with spectacular staging extravagant costumes and top quality song and dance performances. Tickets cost between $50 and $90. Off-Broadway Plays are performed in approximately 50 smaller theaters scattered around Manhattan. The productions may be musicals, comedies or serious dramas and are typically less spectacular than Broadway plays. The talent is usually first class as this is where the future Broadway stars get their experience. Tickets cost between $20 and $50. Off Broadway and Off-Off Broadway is scattered around Manhattan Theatre District. Off-Off Broadway Plays are performed in about 200 small theaters, lofts, clubs or church halls scattered around New York City. The quality of the production and of the talent varies considerably. Some of the plays are experimental or avant-garde. Tickets cost between $10 and $30.
Ancora: "Off-Off-Broadway": termine coniato all'inizio degli anni '60 per definire quei gruppi teatrali newyorkesi che, a differenza di quelli di Off-Broadway, si contrapponevano radicalmente alle scene commerciali, propugnando e sperimentando forme alternative di teatro, spesso in strettissima collaborazione con esponenti delle altre avanguardie artistiche.
E ancora: "Percorsi teatrali sotterranei" intende un panorama di esiti artistici che nella storia ha vissuto di pari passo allo spettacolo "istituzionale" dei grandi centri e circuiti distributivi; nonché un'ampia e valida produzione che anche oggi non entra nella distribuzione e non è possibile vedere se non in sedi e occasioni limitate e particolari. "Teatro Off" non solo nel senso della sua fruizione fuori dalle occasioni "ufficiali" del teatro, ma anche delle tematiche proposte, come tali "Altre Storie". Storicamente il teatro "off" o "underground" è quello che sostituisce l'immaginazione al denaro, la creatività al peso del "sistema teatrale" istituzionale, ai cui margini esso cresce nell'ombra. Vario e mutevole, come ogni fenomeno vitale che non sia inquadrato in un "sistema", è "di strada", "di guerriglia", "di testimonianza"; pacifismo, giustizia sociale, critica al consumismo, liberazione sessuale, emancipazione della donna, più in generale democratizzazione diffusa ed estesa a tutte le espressioni della vita sociale, secondo l'idea base che "anche ciò che è personale è politico": questi i temi di fondo che animano il fenomeno underground e lanciano il mondo culturale delle "cantine".
Io concludo dicendo che per me teatro off vuol dire solo che viene fatto in degli spazi alternativi mancando quelli ufficiali. in questi spazi poi ci si puo fare dal cabaret all'avanguardia, dalla prosa alla commedia musicale, comunque è lo spazio a definire lo spettacolo che casomai ne resta condizionato, non viceversa, non ho mai visto nessuna compagnia che avendo a disposizione il teatro Argentina di Roma decide, perché compagnia off, di andare a recitare al teatro dell'orologio (storico spazio off di Roma). Quindi per me al festival si può iscrivere chiunque, ovviamente professionisti, sapendo che gli spazi sono tutti rigorosamente off.
Roberto D'Alessandro
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Giuseppe Amelio Pres. Amici di M.P
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09/09/2010 @ 14.41.48
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