Roberto D'Alessandro

 

 

Federico II
Mattia Preti
Vissi D'Arte
Darkness
Ercole e le stalle di Augias

 

L'ULTIMA NOTTE DELL'IMPERATORE

Vita e leggenda di Federico II di Svevia

Dramma in un atto di
ROBERTO D’ALESSANDRO

Guarda il video con il trailer dello spettacolo

Federico II


con

MATTEO CARLOMAGNO...........................Federico II
CHIARA PEZZOLO............................................Shiria
GIANNI VERDESCA............................Pier delle Vigne

REGIA DI
ROBERTO D’ALESSANDRO


PREMESSA

Federico II è uno dei più controversi personaggi della storia, un Cristo redivivo per alcuni, un anticristo per altri. Una figura gigantesca del medioevo, avvolta dal mistero, mago, scienziato, filosofo, poliglotta, naturalista, stratega, grande politico ed ultimo grande imperatore del sacro romano impero. Ancora oggi il suo mito è oggetto di dispute e discussioni, studi e controversie. Avvicinandoci alla figura di Federico ne siamo rimasti affascinati, un uomo nuovo per il medioevo, aperto alla conoscenza e alla scienza, che anticipa quasi l’umanesimo, per altri versi un uomo del suo tempo legato ai riti ed alle tradizioni medievali. Con lui continua la costruzione dello stato laico, e si inasprisce la lotta col potere temporale dei Papi che ancora oggi ha molti punti irrisolti.
Il Sud del Regno italico conobbe sotto Federico II un'era di grande risveglio artistico e politico. Accompagnato da un vero e proprio boom edilizio. Una smania irrefrenabile di Federico nell'erigere fortilizi, castelli, casini di caccia, rocche, palazzi.. Nel Mezzogiorno vi è oggi un susseguirsi di manieri e ruderi. E' un itinerario, quello dei castelli federiciani, non molto frequentato dalle grandi correnti turistiche, ma è un percorso che porta a conoscere, attraverso paesaggi mirabili spesso a due passi dal mare, tutta la realtà di un Mezzogiorno unificato oltre sette secoli addietro nel nome di Federico II Hohenstaufen, scomparso il quale iniziò per tutto il Mezzogiorno un inarrestabile declino. Il Puer Apuliae, il Sol Iustitiae, lo Stupor Mundi, l’Imperatore dei Romani, il Re di Sicilia e di Gerusalemme non l'aveva previsto.
In questo spettacolo desideriamo affrontare alcuni importanti momenti della vita e delle opere del personaggio senza la pretesa di essere precisi nella ricostruzione della storia minore; ma con il desiderio di diffondere la conoscenza di un uomo che, amato o odiato che sia stato, è certamente degno della nostra massima considerazione
Ricreiamo le atmosfere e le suggestioni che può emanare una storia del medioevo, costruiamo la vita di un uomo che molto spesso si confonde con la sua leggenda. Ovviamente il nostro è uno spettacolo teatrale, pertanto attento al lato appunto “spettacolare”. Cercando di essere esatti nella sostanza storica ci permettiamo di avvalorare alcune suggestive tesi che forse appartengono più alla leggenda che alla realtà. Il risultato è un affresco di Federico II nella sua epoca storica, l’affresco di un uomo geniale che ancora oggi suscita ammirazione, e la storia di un uomo che si trova a dover fronteggiare il suo grande ed amaro destino.

NOTE SULLO SPETTACOLO SU FEDERICO II

Come si può riuscire a rendere in uno spettacolo di un’ora e un quarto, un’ora e mezzo circa, la complessa figura di un personaggio così gigantesco, in che modo restituire nella sua interezza storica e nella sua misura leggendaria l’ultimo grande imperatore dell’impero Romano d’occidente? In che modo ancora raccontare l’uomo di cultura, intorno al quale si sviluppa la prima lingua italiana?
Intorno alla vita dell’imperatore Federico II Hohenstaufen abbiamo raccolto una quantità tale di leggende che si potrebbero scrivere centinaia di spettacoli, così ci siamo lasciati affascinare dall’ipotesi più teatrale.

LA TRAMA

Federico pare fosse molto amante delle donne, infatti oltre alle sue tre mogli ebbe un’infinità di altre concubine, cosa normale per un imperatore nel 1200. Pare però che l’unica donna che veramente avesse conquistato il suo cuore, fosse una tale Bianca Lancia. Da lei ebbe tre figli. Fra questi Manfredi. Alla sua corte itinerante di poeti e letterati, scienziati e matematici, ebrei, arabi, cristiani e musulmani, gente di ogni razza, cultura e fede, vi era un grande letterato, Pier delle Vigne, logoteta dell’imperatore e suo grande amico. Ancora pare che allorché Bianca Lancia restò incinta di Manfredi, l’imperatore, adombrando il dubbio che il figlio non fosse suo ma di Pier delle Vigne, fece rinchiudere la donna amata in una torre a Gioia del colle e fece accecare Pier delle Vigne, adducendo l’accusa di peculato. L‘amico in seguito all’accecamento, come ci racconta Dante, si uccise, adducendo la sua sfortuna alle calunnie. Bianca Lancia aspettò invece pazientemente di partorire, dopodiché compì un atto che convinse Federico della sua fedeltà: pose il nascituro su di un vassoio e lo inviò al suo signore, ma a fianco del neonato vi pose, recidendoli, anche i suoi seni. Resosi conto dell’errore Federico si reca alla torre e sposa Bianca Lancia, rendendola così regina nei sui ultimi istanti di vita.

Ecco, in questa favolosa ricostruzione dalle tinte squisitamente medievali si va ad inserire il racconto dell’uomo storico, l’autore del codice Melfitano, che subì le tre scomuniche, l’imperatore odiato per aver vinto una crociata senza guerra, patteggiando con i Saraceni, del fautore dell’unificazione di tutto il mezzogiorno d’Italia in un unico regno organico, senza più contrasti interni e rispondente ad un unico capo, del riformatore della politica monetaria, fiscale, giuridica, insomma del sostenitore del consolidamento di uno stato laico, il racconto di un uomo nuovo che pone le premesse nella sua corte a quell’umanesimo che verrà da lì a duecento anni.

L’ALLESTIMENTO

Prevede l’utilizzo di attori, interpreti di diverse nazionalità e lingue (tedesco, arabo, siciliano…), nel tentativo di ricostruire la fantasmagoria della corte federiciana.
LO SPETTACOLO E’ STATO PROGETTATO PER CASTEL DEL MONTE e verrà poi portato in strutture architettoniche già esistenti, si adatta a queste, per favorire le repliche nell’infinità di castelli, rocche, presidi, città costruite da Federico, da Jesi (sua città natale) a Palermo (suo luogo di sepoltura). L’uso delle luci e della musica insieme a degli elementi scenici (sedie, tamburi, spade, armature…) aiuterà a compiere un viaggio impossibile nella corte, nella vita e nella storia di uno dei personaggio più scomodi della storia.