Roberto D'Alessandro

 

 

l’Associazione Culturale
I PICARI
in collaborazione coi
Comuni del Progetto

“Crescere Insieme”
(Maremma laziale)
presentano

 


BANDO DI CONCORSO PER ACCEDERE AI LABORATORI TEATRALI FINALIZZATI ALLA CREAZIONE DELLA COMPAGNIA
denominata


OFFICINA CULTURALE DELLA TUSCIA

Sono aperte le iscrizioni per Laboratori Teatrali volti alla formazione di figure professionali (Attori, Autori, Tecnici, Scenografi, Costumisti, Organizzatori) da inserire nella nascente Officina Culturale della Tuscia. Al termine dei laboratori, per i quali tutti gli allievi riceveranno un attestato, verranno selezionate le seguenti figure:
5 Attori, 5 Attrici, 4 Autori, 1 Scenografo, 1 Costumista, 1 Sarta, 1 Macchinista,
1 Elettricista, 1 Fonico, 4 addetti all’Organizzazione Distribuzione e Promozione
Le suddette figure entreranno a far parte dell’organico in pianta stabile della nascente compagnia teatrale.
Nei mesi successivi alla fine dei Laboratori sono previsti gli allestimenti di tre spettacoli che circuiteranno nei 9 Comuni del Progetto “Crescere Insieme” ed in altri teatri del Lazio.
Gli attori e i tecnici selezionati verranno regolarmente retribuiti.
Ai laboratori si accede per selezione in seguito a colloqui/provini.
Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 06 ottobre 2006
tramite e-mail a: oct@ilteatrodeipicari.com; info@maremmalaziale.it

Per informazioni – 06.57286227 – 328.3559307
www.ilteatrodeipicari.com - www.robertodalessandro.it


I PROVINI SI TERRANNO NEI GIORNI 12,13,14 OTTOBRE 2006
ORGANIZZAZIONE - Ass. Cult. I Picari. DIREZIONE ORGANIZZATIVA - Francesca Biagiola

DIREZIONE ARTISTICA - Roberto D’Alessandro

 

L’IDEA


L’Associazione Culturale i Picari propone la creazione di una compagnia teatrale “OFFICINA CULTURALE DELLA DELLA TUSCIA” CHE COINVOLGA TUTTI I COMUNI DEL PROGETTO CRESECRE INSIEME (Tarqunia, Montalto di Castro, Tuscania, Canino, Piansano, Monteromano, Cellere, Arlena di Castro, Tessennano) e che si occupi di produzione e distribuzione di spettacoli teatrali con particolare attenzione agli spettacoli di matrice storica che valorizzino storia e tradizioni del territorio. Il progetto coinvolgerà anche le scuole e ogni comune si e’ impegnato a mettere a disposizione dell’associazione proponente i teatri e gli spazi adeguati ad ospitare laboratori e spettacoli.
La compagnia teatrale verrà creata, attraverso un piano di formazione più avanti presentato, con risorse umane e logistiche del territorio, con il preciso obiettivo che diventi una realtà stabile e duratura.


IL PIANO


Un primo ciclo di laboratori della durata di sei mesi per la formazione delle seguenti figure professionali: per attori (si prevedono tre classi di max 20 allievi l’una), per autori (si prevede una classe di max 10 allievi), per scenografi e costumisti (si prevede una classe di max 20 allievi), per fonici, elettricisti, macchinisti e sartoria (si prevede una classe di max 20 allievi), per organizzatori e promotori (si prevede una classe di max 10 allievi).


LA FORMAZIONE


Alla fine dei sei mesi verranno selezionati gli allievi più idonei a costituire
L’OFFICINA CULTURALE DELLA TUSCIA (OCT)
- 5 attori
- 5 Attrici
- 4 Autori
- 1 Scenografo
- 1 Costumista
- 1 Sarta
- 1 Macchinista
- 1 Elettricista
- 1 Fonico
- 4 addetti all’Organizzazione Distribuzione e Promozione
Il gruppo così costituito comincerà subito a preparare il primo di TRE SPETTACOLI TEATRALI su testi elaborati dagli allievi del laboratorio per autori in collaborazione con gli insegnanti.
SPETTACOLI
La compagnia si occuperà inoltre di organizzare una stagione teatrale che tocchera’ tutti i comuni dell’associazione crescere insieme.
La compagnia organizzerà da subito anche dei laboratori e delle lezioni spettacolo nelle scuole dei comuni del consorzio al fine di sensibilizzare alla cultura teatrale e formare giovani leve d’utenti. Le lezioni spettacoli verranno preparate dagli allievi col sostegno e la guida dei docenti.
MODALITA’ D’ISCRIZIONE
Per partecipare ai laboratori verranno indetti dei bandi di concorso e si accederà per selezione e dietro pagamento di una quota di partecipazione. La quota d’iscrizione sarà bassa ed accessibile, è considerata utile e necessaria al fine di commettere all’impegno i partecipanti prima dell’inizio.


FINALITA’

Creare un’impresa di spettacolo, che attinga dalle risorse umane del territorio e insieme all’associazione I Picari e ai docenti costituisca L’OFFICINA CULTURALE DELLA TUSCIA, che produca e distribuisca spettacoli teatrali con particolare riferimento alla storia e alla cultura del territorio, che promuova laboratori teatrali nelle scuole e che favorisca lo sviluppo dell’attività teatrale su tutto il territorio attingendo alla storia e alla tradizione dei paesi del circondario e dell’intera area della Tuscia e della Maremma Laziale. Una struttura dunque che duri ben oltre la biennalità richiesta dalla regione. La creazione di una struttura che si propone di divenire leader nel territorio, che favorisca occupazione (personale per i teatri, e tutti gli indotti che occorrono per la creazione di uno spettacolo teatrale) e che formi un’utenza teatrale con particolare attenzione ai giovani.


DESTINATARI


I giovani del comprensorio al fine di creare occupazione nel settore dell’intrattenimento e con particolare riguardo all’incremento del turismo nella Maremma Laziale.
La popolazione del circondario del consorzio di comuni, con l’obbiettivo di formare un pubblico teatrale.
Nei mesi successivi alla fine dei Laboratori sono previsti gli allestimenti di tre spettacoli che circuiteranno nei 9 comuni dell’Associazione Crescere Insieme.

 

LABORATORIO PER ATTORI


Si prevede la formazione di 3 classi di massimo 20 allievi l’una. I tre laboratori si terranno nei comuni di:
Tarquinia
Montalto di Castro
Monteromano

Al fine di fornire agli allievi quanti più strumenti possibili nell’approccio al mestiere dell’attore, gli insegnanti sono di diversa provenienza e specializzati in diversi metodi di recitazione.

Le materie d’insegnamento sono le seguenti:

RECITAZIONE

DOCENTI:

Ennio Coltorti
Marco Maltauro
Ilze Prestinari
Claudio Insegno
Luca Negroni
Marco Simeoli

Inoltre sono previsti degli stage con grandi personalità del mondo dello spettacolo un incontro ogni due settimane con

Arnoldo Foà
Lando Buzzanca
Paolo Ferrari
Giulia Lazzarini
Mario Scaccia
Elio Pandolfi
Valeria Valeri
Gianfranco D’Angelo
Corrado Tedeschi


MOVIMENTO E DANZA


Fulvia Lorenzetti


DIZIONE

Massimiliano Giovanetti


RESPIRAZIONE E TECNICHE DI RILASSAMENTO

Roberto D’Alessandro

MUSICA
Mariano Perrella
Stefano Fresi

CANTO


Donatella Pandimiglio


ELEMENTI DI STORIA DEL TEATRO

Mimmo D’Angelo



La durata del Laboratorio sarà di sei mesi, sei ore al giorno (dalle 14 alle 20) dal lunedì a venerdì con obbligo di frequenza.



LABORATORIO PER AUTORI


Il laboratorio si terrà nel comune di Cellere
Dopo un primo approccio per conoscere le varie tecniche di scrittura gli allievi saranno chiamati a lavorare da subito sui tre testi che verranno rappresentati dalla compagnia nei semestri successivi.

Il laboratorio per autori sarà tenuto da:

GIUSEPPE MANFRIDI
CAROLA SILVESTRELLI
ANDREA LOLLI
RITA CHARBONNIER


La durata del laboratorio sarà di sei mesi con incontri due volte a settimana dalle 14 alle 20.

LABORATORIO PER SCENOGRAFIA E
COSTUME


Il laboratorio si terrà nel comune di Tessennano


Materie e docenti:

PROGETTAZIONE SCENOGRAFICA

Francesco Scandale


STORIA DELLA SCENOGRAFIA

Roberto D’Alessandro


COSTUME

Francesca Mescolini
Isabel Ancharita


Il laboratorio prevede due incontri settimanali dalle 14 alle 20 per sei mesi.


LABORATORIO PER TECNICI

Il laboratorio si terrà nel comune di Tuscania Teatro Rivellino

Materie d’insegnamento e docenti:

FONICA

Maurizio Mantovani
Luca De Angelis

ELETTRICISTA


Rudy Feliciageli
Mimmo Lerro

Il laboratorio si terrà per due volte a settimana per sei ore per volta dalle 14 alle 20.

LABORATORIO DI ORGANIZZAZIONE E
COMUNICAZIONE


Il laboratorio si terrà nel comune di Montalto di Castro presso gli uffici messi a disposizione dalla Spal

Materie e docenti

ORGANIZZAZIONE

Mario Bussolino
Anna Damiani
Michele Montemagno

COMUNICAZIONE

Maria Fabbricatore

Il Laboratorio avrà la durata di sei mesi con due incontri settimanali della durata di sei ore l’uno dalle 14 alle 20.



PER TUTTI I LABORATORI E’ PREVISTA SOLAMENTE UNA QUOTA D’ISCRIZIONE PARI AD EURO 150 (DIRITTI DI SEGRETERIA, ASSICURAZIONE, ONERI VARI, ECC…), CHE POTRA’ ESSERE VERSATA IN UN’UNICA SOLUZIONE O IN DUE SOLUZIONI O DISTRIBUITA MENSILMENTE.

SPETTACOLI

I Martiri della Montarana

Federico II di Svevia, re di Germania e imperatore del Sacro Romano Impero, in occasione della sua incoronazione si impegnò con la chiesa a condurre una crociata contro gli infedeli.
Minacciato varie volte di scomunica se non avesse rispettato la parola data al momento dell'incoronazione, Federico nel 1228 guidò la sesta crociata in Terra Santa dove, tramite un accordo con il sultano d'Egitto, ottenne Gerusalemme. Ma la disputa con il papa durò ancora a lungo, tanto che l'imperatore fu scomunicato altre due volte. I legami di Federico II con Corneto sono drammaticamente raccontati in uno scritto del 1613, che porta la firma del notaio cornetano Rollando Zualis. L’uomo narra che nel giugno 1245 l'imperatore incaricò Vitale D'Aversa di recarsi a Corneto e sottometterla. Egli la raggiunse con un esercito e dopo una lunga battaglia fece 32 prigionieri: tutti gli uomini di una squadra volontariamente spintasi in avanti per dare tempo ai tantissimi lavoratori agricoli che abitavano nelle campagne, fuori le mura, di raggiungere le porte del paese e trovare riparo e protezione entro la cinta muraria. Forte dei prigionieri fatti, l’esercito D’Aversa esorta Corneto ad arrendersi e ad aprire le porte, se non vuole vederli tutti crudelmente giustiziati. Fino a quando le porte non sarebbero state aperte, ne sarebbe stato impiccato uno ogni ora, è la minaccia. La città non cedette alle minacce e i prigionieri furono tutti impiccati in località Montarana, vicino alla strada tuscanese; sulle sponde del fiume Marta. Corneto, l'attuale Tarquinia, così si salvò. L’esercito rinunciò infatti alla presa della città e tutt’ ora Tarquinia ricorda e commemora quegli uomini, conosciuti come “i martiri della Montarana”.
Su questa tragica vicenda scrisse un’articolata e commovente opera teatrale (“Il sole sulle torri”) un avvocato tarquiniese, scomparso anni fa, molto conosciuto come appassionato di storia locale e teatro.


Il Ducato di Castro

La costituzione del Ducato di Castro (e Ronciglione) ad opera di papa Paolo III Farnese avvenne nel 1537 e rappresentò la base di questa ardita famiglia, d'origine altoviterbese, per assicurarsi il domino sui territori della Chiesa e successivamente su quelli della Lombardia, attraverso il Ducato di Parma e Piacenza. Il Ducato di Castro, che comprendeva un territorio delimitato tra i fiumi Fiora e Marta, il lago di Bolsena ed il Mar Tirreno, segna un importante e intrigante pezzo di storia per i comuni viterbesi di Montalto di Castro, Cellere, Arlena di Castro, Tessenano.
Un avvincente secolo di storia (il Ducato visse poco più di 110 anni) segnato da una gestione avventata del patrimonio, da una scellerata guerra mossa dal piccolo Ducato alla Spagna, da una scomunica sciolta grazie all’intervento del re di Francia, da sempre difficili rapporti col Papato. Nonostante il primo duca, Pier Luigi Farnese, figlio di Paolo III, si impegnò in grandi costruzioni per innalzare Castro, questa non si elevò mai al disopra di una piccola cittadina (il primo nucleo del Ducato fu realizzato con i possedimenti della moglie Girolama Orsini, che portò in dote i castelli di Cellere e Pianiano) e visse poco più di 110 anni, posto in ombra dal centro più raffinato e colto di Parma. I Farnese si alternarono così per 10 anni tra il Ducato di Castro e quello di Parma e Piacenza; poi il declino. La famiglia aveva infatti contratto numerosi debiti già dalla costruzione del ducato e questi erano cresciuti a dismisura con il succedersi dei vari duchi. Quando divenne papa Innocenzo X, la cui famiglia era proprio quella che vantava più crediti nei confronti dei Farnese, questi nominò vescovo Cristoforo Giarda senza consultare l’allora duca di Castro Ranuccio II. Questi, irritato dall'esclusione, dispose di impedire l'accesso al nuovo prelato. Ma il pontefice ordinò al povero vescovo di prendere comunque possesso della sua diocesi e questi, diretto da Roma a Castro, venne barbaramente ucciso da alcuni sicari. L'assassinio rappresentò per Innocenzo X un valido motivo per eliminare l'autonomia raggiunta dal Ducato all'interno dei possedimenti della Chiesa: ordinò quindi al Governatore di Viterbo, Giulio Spinola, di istruire un processo che stabilì la responsabilità diretta dei Farnese, poi ordinò che il Ducato fosse attaccato. Inspiegabilmente, otto mesi dopo la capitolazione di Castro, il Papa ne ordinò la totale distruzione edificio dopo edifico, fu demolito tutto. Compresa la chiesa principale, la Zecca e le abitazioni gentilizie. Sui resti della cittadina, si narra che fu gettato del sale affinché nulla potesse più ricrescervi. All'inizio del sentiero che porta ai resti dell'antica città, un masso tufaceo recita: “Qui fu Castro".

Il Re del Lamone

Tra le maggiori figure del brigantaggio nella maremma viterbese è il brigante Tiburzi. Lo chiamavano il "Re del Lamone", in riferimento alla terribile selva, ai confini con la Toscana, che ancora oggi conserva il suo fascino misterioso per la fitta boscaglia e la fauna selvatica. Nativo di Cellere (1836), Domenico Tiburzi resta una delle figure più leggendarie del brigantaggio della Maremma Viterbese, che ha il maggiore sviluppo nei centri di Cellere, Canino e Tuscania. Il mito vuole Tiburzi amministrare la giustizia secondo il principio di «derubare i ricchi per donare ai poveri». La prima vittima del brigante fu una guardia campestre del marchese Torlonia, che venne uccisa nel 1867. La vita avventurosa di Domenico Tiburzi finì nel 1896 quando fu catturato dai Carabinieri in un casale presso Capalbio.