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TERRONI, TOUR 2021

Posted by roberto on 7 Aprile 2021 in Uncategorized |

TOUR DEI 10 ANNI DELLO SPETTACOLO

dopo 160 anni di “unità”, 75 di Repubblica, 150 di Roma Capitale, 10 anni dal debutto

disponibile dal Giugno a settembre 2021

La verità sulla questione meridionale nello spettacolo amaramente ironico tratto dal saggio di Pino Aprile.

Dalle cronache locali delle battaglie fra piemontesi e “Borboni” attraverso 160 anni di verità taciute, la ‘controstoria’ dell’Unità d’Italia spiega le reali ragioni della questione meridionale. Spettacolo per narratore e musiche, tratto dall’omonimo saggio di Pino Aprile.

“Ciao! Io sono il Nord” “Ciao! Io sono il Sud” l’incontro fra le due metà d’Italia è evidentemente uno scontro fra due mondi lontani, due realtà che procedono a velocità diverse e forse anche in direzioni diverse. L’elenco dei luoghi comuni sui meridionali è lungo e fa sorridere anche, perchè in parte è veritiero, ma non è questo il punto. Il punto è capire il perché di questa distanza ormai oggettivamente abissale. E dopo 160 anni  anni dall’Unità d’Italia si deve constatare che il grande squilibrio trova origine appunto in una “malaunità”.

Questi sono i presupposti su cui si basa lo spettacolo di ROBERTO D’ALESSANDRO e il libro di Pino Aprile da cui questo è tratto. Un excursus attentamente documentato attraverso la storia d’Italia, non quella proposta dai libri di scuola, ma quella taciuta dalla storiografia ufficiale. Una “controstoria” fatta di saccheggi, stupri, repressioni di ingiustificata violenza e lunghi anni di scientifico sfruttamento economico da parte di un Nord che fonda la propria ricchezza sulla povertà di un Sud. E l’amara, inevitabile conclusione è che la questione meridionale, chiaramente, rimane un problema insoluto da 160 anni solo perché non lo si è voluto risolvere.

Lo spettacolo parte dunque da un saggio frutto di studi e ricerche documentaristiche, ma lungi dall’essere didascalico racconta con il sorriso e la leggerezza di un’ironia che si ostina ad emergere, grandi tragedie umane e sociali. Sono le cronache ottocentesche di una guerra, quella dei piemontesi al Regno Borbonico, che fu più di invasione che di liberazione; sono le storie di cosiddetti briganti che altro non erano se non contadini trasformati dagli eventi in soldati della resistenza; sono i terribili resoconti di soprusi e violenze subiti in silenzio, non ultima la condanna all’esodo di milioni di meridionali che purtroppo continua tutt’oggi. Ad accompagnare malinconicamente la narrazione di questa “idea nuova che si nutre di verità”, un coro di ballate e canzoni popolari. Musiche scritte da Domenico Modugno, Claudio Mattone, Eugenio Bennato e Mimmo Cavallo e ri-arrangiate ed seguite da MARIANO PERRELLA, indispensabile cassa di risonanza emotiva a cotanto materiale.

Spettacolo abilmente giocato sul filo di sentimenti contrastanti, sotto i quali la rabbia serpeggia e cresce nell’elencare l’infinita lista delle vessazioni subite, fino all’ultimo tentativo di truffa ai danni del sud, perpetrato nei nostri giorni: il federalismo fiscale e l’Europa unita. E’ tempo per l’Italia di affrontare il riconoscimento delle ragioni storiche, culturali e soprattutto economiche della questione meridionale, ma è soprattutto auspicabile un momento in cui l’Italia sappia fare i conti con il proprio passato per essere libera di creare un futuro altrimenti negato. E magari anche per comprendere le migrazioni odierne di altri popoli mediterranei. Ma forse è chiedere troppo.

Roberto D’Alessandro

Per info 328.3559307

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addio 2020

Posted by roberto on 31 Dicembre 2020 in Uncategorized |

va via l’anno horribilis. mi ha portato via tanto.

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attori e produttori

Posted by roberto on 9 Maggio 2020 in Uncategorized |

POST MOLTO IMPOPOLARE
Alle 5 del mattino i pensieri fluttuano e vanno a tante cose ascoltate in tante videochiamate o lette qui su fb, da parte di tanti attori e addetti ai lavori del teatro e audiovisivo in generale. A fronte delle montagne di rivendicazioni, giuste forse, quando tutto sarà finito vi dico, che chi di noi si reggerà ancora in piedi per poter salire su un palcoscenico, bacerà la terra dove passerà una persona che vorrà farsi chiamare ancora Produttore! occorrerà più che mai capire che il produttore non è un coglione che ti paga e deve darti tutti i tuoi diritti se no è uno stronzo! spesso, molto spesso è un folle sognatore destinato a farsi molto male per permetterti di darti delle opportunità, quando invece è uno che va in giro a fregare la gente lo sai già e se ci lavori è perchè altrimenti non avresti uno stracazzo da fare per i prrossimi sei mesi se ti va bene, allora…tanto vale rischiare!
quando tutto sarà finito toccherà metterci insieme e decidere di rischiare sulle nostre pelli se vorremo mostrare la nostra fulgida arte al mondo, allora si vedrà in quanti sono disposti a farlo, perchè se non ci credi tu in te stesso perchè deve crederci un produttore? Quando tutto sarà finito una cosa tocca fare prima di qualsiasi rivendicazione, accettare che chi lavora merita ammirazione e quelli che lavorano non sono tutte mignotte, froci, raccomandati , molto, ma molto spesso, sono semplicemente più bravi di noi, o hanno qualcosa che noi non abbiamo, fosse anche la bellezza che proprio poco non è. quando riapriranno i sipari reciteremo sulle macerie, serviranno spiriti forti e generosi che imparino a dara prima che a chiedere perchè solo così potremo creare un mondo più equo.

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DOPO DUE MESI DI CORONAVIRUS

Posted by roberto on 9 Maggio 2020 in Uncategorized |

Dopo due mesi di coronavirus scrivo sul mio blog. cosa dire? regna il caos, l’incertezza e la paura del domani. ci vorrà un po per venre fuori da questo casino. ma ce la faremo!

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INTERVISTA A ROBERTO D’ALESSANDRO DI EMILIANO DE MAGISTRIS

Posted by roberto on 7 Ottobre 2019 in Uncategorized |
IN OCCASIONE DEL ROMA COMIC OFF 2019

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Nuovi premi al Roma Comic Off

Posted by roberto on 23 Luglio 2019 in Uncategorized |

Salve, spero di fare cosa gradita segnalando che

all’edizione 2019 del Roma Comicc Off si aggiungono altri due premi:

PREMIO TEATRO ROMA

(cioè la possibilità per una ocmpagnia selezionata di rappresentare la propria opera al Teatro Roma di Roma nella stagione 2010/21.

Il premio è assegnato ad insindacabile giudizio del direttore artistico del Teatro Roma 

e può non essere assegnato nel caso in cui il direttore non ritenga nessun lavoro adetguato al suo teatro

PREMIO BIEVISAN 

alla migiliore attrice e al migliore attore, una fornitura per un anno degli integratori alimentari della Bievisan

ricordiamo che oltre al premio TEATRRO DE SERVI E TEATRO MARCONI c’è anche il

PREMIO ANDREA LEONE

3000 euro alla compagnia che si assicurerà questo premio, dato da Andrea Leone

primo premio ROMA OCMIC OFF categoria commedie 2000 EURO

primo premio ROMA COMIC OFF categoria monologhi, cabaret, stand up comedy 1000 euro

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Giorgio Gaber ci spiega perchè il Nord dissangua il Sud

Posted by roberto on 14 Luglio 2019 in Uncategorized |

estratto dello spettacolo COME DIVENTARE LEGHISTI IN MENO DI 90 MINUTI andato in scena a Roma al Teatro Ghione a maggio 2019

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Perchè un calabrese si candida con la lega

Posted by roberto on 14 Luglio 2019 in Uncategorized |

Un breve estratto dello spettcalo COME DIVENTARE LEGHISTAI IN MENO DI 90 MINUTI

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PROROGA BANDO DI PARTECIPAZIONE ROMA COMIC OFF 2019 SALVE SPERO DI FARE COSA GRADITA INFORMANDOVI CHE GRAZIE ALL’INGRESSO DI NUOVI TEATRI ABBIAMO RPOROGATO IL BANDO DI PARTECIPAZIONE AL FESTIVAL DELLA COMICITA’ DELLA CAPITALE ROMA COMIC OFF 2019 PER TUTTE LE INFORMAZIONI CLICCA QUI http://www.romacomicoff.it/partecipa/ There is more for you!

Posted by roberto on 6 Luglio 2019 in Uncategorized |
http://www.romacomicoff.it/

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l’era di Za Popa

Posted by roberto on 7 Giugno 2019 in Uncategorized |

Credo che quanto sto per dire valga in tutti gli ambiti, ma forse in virtù di un empirismo insito, o apparentemente insito nel mondo dello spettacolo, forse ripeto, tra lustrini e paillette vale un po’ di più. Provo a farlo con una metafora, che torvo perfetta nella storiella di Za Popa, personaggio immaginario che popolava la mia infanzia evocato da mia madre e da mia nonna insieme a Jufale. Za Popa è una ragazza dai lughi capelli rossi e ricci e indossa una veste lunga fino ai piedi e molto colorata. E’ allegra Za Popa, sorridente e va sempre in giro per il mondo a cercare di capirlo, di indagarlo. Chi siano i suoi genitori non ci è dato saperlo, ma forse neanche importa, lei non invecchia e forse non è mai nata. Il fatto che le è accaduto e che sto per raccontare potrebbe riguardare troppa gente dell’ambiente dello spettacolo Italiano, e particolarmente Romano, che conosco un po’ più da vicino, lavoprandovi da circa trent’anni e avendone visto passare tanti e tante che non ne avete idea, sedicenti attori, attrici,registi, autori, produttori, scenografi, critici amatoriali e non…un esercito di persone che mi restano indistinti e sfuocati oltre la coltre di nebbia che gli anni mi pongono davanti al ricordo. Insomma il fatto è questo:

Za Popa ja girannu i voti voti pi nun si ‘mpunni ( andava girando sotto gli archi e le volte del paese pe non bagnarsi) un giorno trova a terra un mucchietto di roba colore marrone, proprio come la castagna. Incuriosita da quel mucchietto, lo fissa e lo esamina in tutti i modi e dopo avere a lungo supposto e studiato la situazione decide che vuole assaggiare l’oggetto del mistero. Si procura un cucchiaino dunque Za Popa, e seduta sui propri calacagni prende la prima cucchiainata dal mucchietto marrone e senza indugio, con fare serio e scientifico lo mette in bocca e lo assaggia con fare da sommeliere. Fa facce strane, non capisce se si tratta di cioccolata o di…si sembrerebbe merda…ma non capisce, così decide di assaggiarne un’altra cucchiainata, ma ancora niente, non comprende il retrogusto, il corpo del sapore le sembra robusto, ma l’odore è un po’ forte, allora ne prende un’altra cucchiainata…e una tira l’altra, in men che non si dica Za Popa si finisce tutto il mucchietto marrone senza riuscire a capire se si trattasse di merda o cioccolata! fine della storia!

“…in provincia venivo fischiato per le stesse cose per cui a Londra mi osannavano. Vuoi che abbia in alcun conto l’opinione del pubblico?” da Edmund Kean di di Raymond FitzSimons

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